mercoledì 24 giugno 2009

dalle stelle alle stalle!



Spesso alcune persone diventano famose in pochissimo tempo, nel giro di pochi giorni le ritroviamo sui giornali, nei tg nazionali. Diventano notizia. Ma cosa ci stupisce della vita di queste persone? Sicuramente vi ricorderete del fenomeno Susan Boyle, la 48enne che è diventata famosa, non solo in Inghilterra, ma anche in Italia, e nel resto del mondo, grazie al programma Britain's got talent, una specie di xfactor. A colpire l'opinione pubblica, oltre alla voce straordinaria della donna, è stata soprattutto la sua storia, diciamolo.... da sfigata: disoccupata e mai stata baciata. Susan incarna la figura della classica zitella, isolata, perchè un po bruttina, ma che riesce a dimostrare come anche una non bella può riuscire a sfondare.

Guardate su quanti siti è apparsa nel giro di pochi giorni:
ecc...

Ma il successo, si sa, dura poco. Considerata la vincente del programma, alla fine si è classificata seconda. Inizia la discesa: viene ricoverata d'urgenza perchè ha avuto un comportamento "strano". Il facile succeso ha portato Susan ad uno stress che non è riuscita a sostenere. Ma credo riuscirà invece a consolarsi con i contratti da sette milioni di Euro che ha firmato dopo il successo ottenuto dopo il programma.

martedì 23 giugno 2009

Perchè guardiamo i reality?


Possiamo riuscire a rispondere a questa domanda? Molte persone risponderebbero perchè li guardano tutti, come se fosse una condizione di vivere, quella di rimanere aggiornati sugli ultimi personaggi che si affacciano nel mondo dello spettacolo. Cosa ci attrae dei molteplici aspetti che i reality rendono pubblici? Cosa c'è d'interessante nel guardare la quotidianità di una persona dalla mattina alla sera? Partiamo da una importante distinzione tra il pubblico giovanile e quello adulto.

I giovani sono attratti dai reality per sognare di ottenere un giorno, la popolarità semplicemente grazie alla loro personalità. L'essere riconosciuti per strada sta diventando una vera e propria missione per alcuni giovani. L'interesse verso il comportamento degli altri nasce dalla voglia di costruire dei nuovi modelli di comportamento. Guardando ciò che il pubblico gradisce o "apprezza", il singolo può imitarlo, sperando di arrivare al successo come loro.

Un'altra tipologia di pubblico sono gli adulti. Loro, diversamente dai giovani vogliono spiare dal buco della serratura la vita di sconosciuti per cercare di rimanere al passo con i tempi, per sapere quali sono i comportamenti, gli interessi della nuova gioventù. Sapendo tutte queste cose possono avere un rapporto diverso con i figli, cercando di capirli meglio.

Gli spettatori si identificano con la telecamera, assumendone il punto di vista, come se fossero presenti dietro un pannello trasparente. loro spiano persone che non sanno di essere guardati, oppure se ne dimenticano.

sabato 20 giugno 2009

"Cosa vuoi fare da grande?" ...."la velina!"


"cosa vuoi fare da grande?"... risposta... "il poliziotto!" è una frase che ormai non sentiamo più.
Ma come si spiega questa inversione di tendenza così drastica? Si continua acredere che la televisione ci plasmi e che essa cambi il nostro modo di vedere la vita. Come tanti cambiamenti che la società ha vissuto, tra questi c'è anche il desiderio di ottenere un facile successo tramite il piccolo schermo. Gran parte dei bambini sognano di diventare calciatori e di fidanzarsi con la velina di turno. Le bambine sognano di entrare nel mondo dello spettacolo, non più di salvare il mondo o di diventare astronauta. Ma cosa c'è di così attraente nella vita di un vip? Innanzi tutto il facile guadagno (basti pensare alle veline che prendono al giorno circa 400 euro, lo stesso stipendio di un lavoratore in un call center, per non parlare dei compensi delle discoteche per una serata con un avanzo del grande fratello...). come dargli torto, il questo momento in cui trovare un lavoro stabile è diventato un problema. Ma è sempre colpa della televisione oppure è quest'ultima a riflettere la perdita dei valori della nostra società? Nei giorni passati sono state riaperte le selezioni per il grande fratello, in migliaia si sono presentati al provino, alcuni erano già in fila dal giorno prima. Una corsa a diventare inquilini nella casa più sognata d'Italia, insomma.... vitto e alloggio gratis!

la libertà di esprimersi in televisione


In questi giorni di fermento politico, in cui si parla sempre più spesso di libertà di raccontare, dove si ferma questa libertà? Quando possiamo dire di aver attraversato il limite della decenza? Foto sequestrate, filmini nascosti, ma la televisione non dovrebbe mostrarci tutto?

Tornando indietro nel tempo, precisamente nel 2007, possiamo citare come esempio chiaro la chiusura del programma di Luttazzi, perchè ritenuto offensivo nei confronti dei premier Berlusconi. Dopo diversi mesi si è parlato di un ritorno del comico su la sette, con il suo programma incriminato, Decameron. E' bastato un mese di programmazione per cancellare nuovamente la trasmissione e licenziare Luttazzi. Questa volta è stata colpa di una frase diretta a Giuliano Ferrara, il conduttore di otto e mezzo e il direttore de "il foglio". Il 10 dicembre 2007, il comico, non ha pututo mandare in onda la nuova puntata. Le spigazioni? Il comico non ha avuto un uso responsabile della sua libertà creativa. Non è più satira ma si è sconfinato nell'offesa pubblica, è stata lesa la dignità e l'onore di un loro collaboratore. Nella frase incriminata, Luttazzi parlava di Berlusconi e di una sua affermazione in cui “tutto sommato” si dichiarava contrario alla guerra in Iraq. E per sopportare una cosa del genere l'unico modo era immaginare Giuliano Ferrara in una vasca da bagno mentre Berlusconi, Previti, Dell'Utri e la Santanchè compiono su di lui atti “volgari”. Esagerazione o meno il programma è stato cancellato.

venerdì 19 giugno 2009

tv turnoff week

Spegnere la tv per sette giorni, è questo l'invito del "tv turnoff week", la settimana della televisione spenta. Il programma è nato in Inghilterra, lo scorso Aprile. L'iniziativa propone di spegnere la televisione e invita a uscire dalla scatola. Avvertita la pericolosità di stare troppo tempo davanti al piccolo schermo, si cerca di allontanarsi almeno per una settimana dalla dipendenza quotidiana. Londra e altre città inglesi, sono state invase da poster appesi con su scritto lo slogan Get out of the box, uscire dalla scatola, appunto. Ma come impiegare il tempo solitamente destinato alla tv? Secondo l'organizzatore, un 44enne americano, David Burke, possiamo invitare i nostri vicini di casa per fare due chiacchiere. L'uomo anti-tv, ovviamente non accende da tempo il pulsante magico. Da quando un amico gli ha messo in mano una newsletter anti-televisione, David ha dichiarato guerra alla tv. Non solo, la sua vita è cambiata, insieme al modo in cui guarda la società contemporanea.
Il progetto è giunto al suo tredicesimo anno, nel 2008 cinque milioni di persone hanno aderito all'iniziativa. Ma la televisione secondo voi è pericolosa al punto tale da dichiararle guerra? Indubbiamente ci sono alcuni programmi dai contenuti demenziali, ma è esagerato ritenere una piccola scatola così potente. Non trovate?

si può usare il mezzo televisivo in modo corretto?

In molte famiglie sono state prese diverse precauzioni.... del tipo spegnere la tv durante i pasti, che rimane l'unico momento nel quale il nucleo familiare si ritrova e può conversare tra un boccone e l'altro, oppure tenerla accesa, ma solo per seguire il tg. Ma nelle nostre case si può comunque imparare a utilizzare il mezzo televisivo in modo corretto, facendo affidamento alle trasmissioni di qualità. Primo consiglio: non lasciare mai i bambini davanti la tv da solo, oppure per molto tempo. Quando notiamo che loro possono essere stati turbati da qualche immagine bisogna intervenire e far capire loro che si tratta di una finzione.
La programmazione televisiva, sia nazionale che privata, tutela i bambini, o almeno fa di tutto per riuscirci. Per esempio avverte con dei segnali riconoscibili a tutti se "il programma non è adatto ai più piccoli"... Oppure destina ai bambini diversi programmi che si concentrano in un determinato periodo di tempo, come la mattina.

giovani e cattive abitudini, ma è sempre colpa della tv?

Recentemente è stata condotta un'inchiesta dalla Doxa, sullo stile di vita dei giovani di età compresa tra i 6 e i 17 anni. Dai risultati è emerso che i ragazzi dei bel paese sono in sovrappeso e fanno pochissimo movimento fisico. Un bambino su tre si muove a piedi per meno di mezz'ora al giorno. solo un terzo dei bambini tra i 6 e gli 11 anni fa attività fisica almeno tre volte a settimana, il 48,6% si limita a una o due volte a settimana e il 18,1% non fa mai movimento. La ginnastica prevale tra gli sport preferiti (29,6%), poi ci sono il calcio (20,1%) e il nuoto (18,2%). La situazione migliora, ma non di molto, tra gli adolescenti: il 49% fa attività fisica per almeno tre volte a settimana. Gli sport più gettonati restano il calcio (45%) e la pallacanestro (10%) tra i maschi; la ginnastica (21%) e la danza (11%) tra le femmine. La Doxa ha anche chiesto ai ragazzi intervistati quali attività avessero svolto il giorno precedente all'intervista: tra gli adolescenti l'88% aveva guardato la tv (per un tempo medio di 92 minuti), il 50% aveva usato computer o videogiochi (35 minuti) e il 42% aveva letto un libro (33 minuti). La video dipendenza non migliora tra i bambini: l'82% aveva guardato la tv per circa 90 minuti. Per questo sondaggio alla base delle cattive abitudini dei bambini italiani, c'è proprio la televisione, che deve essere abolità dalla loro quotidianità.